I tanti modi per riparare un dente cariato

I tanti modi per riparare un dente cariato

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLE PRINCIPALI TECNICHE UTILIZZATE

Foto 1: dente molare con un “vuoto” nella sua parte centrale, in quanto è stata eliminata la parte cariata del dente.

Foto 2: lo stesso dente dopo che è stato ricostruito e “restaurato” con un intarsio in materiale estetico.

Foto 3: un dente premolare dopo aver rimosso la carie risulta mancante della “zona masticatoria” e della zona che è rivolta verso il dente molare vicino (area interdentale od interprossimale).

Foto 4: lo stesso dente dopo che è stato ricostruito e “restaurato” con un intarsio in materiale estetico.

La prevenzione e l’abitudine ad una sempre più accurata igiene orale, domiciliare e professionale, hanno ridotto l’incidenza delle carie in questi ultimi decenni; ciononostante, è ancora frequente riscontrare delle carie soprattutto nei denti posteriori, i denti molari e premolari.

Le tecniche a disposizione per ricostruire il dente dopo aver rimosso la carie sono diverse. Si possono utilizzare dei metalli:

L’AMALGAMA (detta impropriamente piombatura). E’ una lega di diversi metalli resa plasmabile grazie al mercurio, è stato il materiale maggiormente utilizzato per più di un secolo. Miliardi di denti sono stati otturati con l’amalgama, queste ricostruzioni possono durare egregiamente per molti anni, anche se esteticamente non è ben accettato dai pazienti. Infatti inizialmente ha un colore argentato/metallico e con il passare dei mesi va incontro ad ossidazione ed assume un aspetto sempre più scuro. Inoltre negli ultimi anni, nonostante manchino delle prove scientifiche inoppugnabili, è in continuo aumento da parte dei pazienti la richiesta che non vengano utilizzati su di loro materiali che contengono mercurio.

L’altro metallo che si può utilizzare è l’oro, che può essere usato nella ricostruzioni della parte cariata dei denti prendendo le impronte in studio dal dentista, per poi far fondere in laboratorio delle esatte riproduzioni in positivo delle cavità, ottenendo così degli intarsi che verranno cementati sul dente in un secondo appuntamento.

Non va incontro ad ossidazione ed il suo colore rimane lo stesso con il passare degli anni, anche se non tutti i pazienti vogliono avere dell’oro visibile quando aprono la bocca. Questa otturazione, se ben fatta, è la più longeva, anche se sono più difficili da realizzare delle otturazioni e per questo dopo alcuni mesi od anni si possono riscontrare delle nuove carie sotto degli intarsi imperfetti.

La sempre maggiore richiesta, da parte dei pazienti, di otturazioni che rispondano a criteri di estetica ha fatto incrementare in maniera esponenziale il numero di OTTURAZIONE IN COMPOSITO (dette otturazioni bianche), infatti sono costituite da paste bianche che si induriscono direttamente in bocca ed aderiscono al dente tramite delle resine adesive.

A fronte di una otturazione perfettamente mimetica e di una apparente semplicità d’impiego bisogna considerare che questi materiali devono essere utilizzati rispettando scrupolosamente tutti i passaggi clinici, altrimenti si potrebbe penalizzare fortemente la loro adesione al dente, con la conseguente formazione di una micro fessura tra otturazione e dente che consente la penetrazione di batteri all’interno del dente con formazione di una nuova carie. Un limite di queste otturazioni “bianche” in composito è rappresentato dalle otturazioni piuttosto ampie soprattutto sui denti posteriori (denti molari) che sono sottoposti durante la masticazione a notevoli stress; inoltre queste paste, durante la fase di polimerizzazione (cioè durante l’indurimento), subiscono una contrazione e questo può determinare una minor adesione al dente con una eventuale formazione di una micro fessura tra otturazione e dente che potrebbe consentire nel tempo la penetrazione di batteri all’interno del dente con formazione di carie secondaria.

Questi inconvenienti possono essere in parte risolti e superati da una tecnica più sofisticata, quella degli INTARSI ESTETICI, IN COMPOSITO OD IN PORCELLANA.

Con gli intarsi estetici si ottengono delle ricostruzioni esteticamente molto valide, sono più resistenti delle otturazioni in composito, ed al contempo hanno una contrazione di polimerizzazione che può essere in gran parte compensata. Dopo aver rimosso la carie si prendono delle impronte dei denti con dei materiali estremamente precisi e si inviano al laboratorio dove verranno preparati gli intarsi.

La preparazione di questi manufatti è simile agli intarsi in oro, solo che invece di fondere il metallo, si modella il materiale estetico e si fa “indurire” in forno, quindi viene riconsegnato al dentista che lo cementa nel dente danneggiato con un sottilissimo film di composito adesivo, in modo da ridurre moltissimo il rischio di contrazione e conseguente infiltrazione batterica.